CS – Rete Mobilità Nuova chiede alla Regione FVG di concretizzare gli impegni per le zone 30 e i percorsi casa-scuola

Per la sicurezza, la salute e il benessere di bambini e adulti: la Rete Mobilità Nuova (FIAB, Legambiente, ACP, ISDE, WWF, AIFVS e UISP) chiede alla Regione Friuli Venezia Giulia di concretizzare gli impegni per le zone 30 e i percorsi casa-scuola.

zona 30Per dimezzare il numero di morti e feriti sulle strade della nostra regione (84 morti e migliaia di feriti nel 2012) occorre aumentare la sicurezza, rimuovendo le cause degli incidenti, che si verificano in grande maggioranza nelle aree urbane. Studi ed esperienze dimostrano che la riduzione della velocità, ad esempio tramite il limite di 30 km/h nelle zone residenziali, porta a dimezzare il numero di incidenti gravi e mortali. Oltre a tutelare la vita e la salute, queste misure producono un risparmio consistente nelle spese sanitarie. La moderazione del traffico crea condizioni migliori per la mobilità pedonale e ciclabile, riducendo l’inquinamento e aumentando la qualità della vita urbana. Inoltre, mettendo in sicurezza le aree scolastiche e i percorsi casa-scuola, si facilita la mobilità dei bambini, contrastando l’obesità infantile, che sta diventando un grosso problema sanitario.

 

Questi obiettivi sono previsti sia dal Piano Nazionale che dal Piano Regionale della Sicurezza Stradale, e su questi la Presidente Serracchiani e numerosi consiglieri regionali hanno sottoscritto precisi impegni durante la campagna promossa dalla Rete Mobilità Nuova FVG. Orabisogna concretizzare questi impegniriaprire il bando per i percorsi casa-scuola, eimpegnare fortemente l’amministrazione regionale nella realizzazione delle zone 30, già previste dagli accordi tra Stato e Regione.

 

Alla Rete Mobilità Nuova FVG aderiscono le seguenti associazioni: Coordinamento FIAB FVG, Legambiente FVG,ACP FVG associazione culturale pediatri, ISDE FVG medici per l’ambiente, WWF Italia, AIFVS FVG associazione italiana familiari e vittime della strada, UISP FVG.

La lettera inviata è disponibile a questo link.

[Comunicato in versione PDF]

 

Per una visione condivisa della mobilità – CS BisiachINbici

Come appreso dalle pagine de Il Piccolo, partiranno a breve i lavori di costruzione della nuova rotatoria sulla SR 14 a Pieris. Fiduciosi che tale intervento porti ad un miglioramento della circolazione, inteso come scorrevolezza ma soprattutto come sicurezza, viene spontaneo e naturale chiedersi in che modo questo e altri simili interventi in progettazione a breve (prossime rotonde previste a Monfalcone sulla SR 14, a Staranzano sulla SP 19 e a Ronchi sulla SR 305) influenzeranno i comportamenti della mobilità più debole, pedoni e ciclisti.

Senza entrare nel merito della progettazione, è abbastanza ovvio che se non concepite con grande attenzione agli attraversamenti pedonali e ciclabili, le rotonde rischiano di dimostrarsi più pericolose dell’attraversamento semaforico per l’utenza debole. Appare anche banale ricordare che le rotatorie, come il resto delle infrastrutture stradali, devono permettere la mobilità in sicurezza a tutti gli utenti della strada indipendentemente dal veicolo utilizzato. In particolare rappresentano una condizione delicata per la sicurezza dei ciclisti, anche per il fatto che generalmente gli automobilisti rifiutano di dover dare loro la precedenza.

La maggioranza degli incidenti che coinvolgono i ciclisti (oltre il 75% ) avviene alle intersezioni. Il carattere di molte delle nostre città è stato alterato dalla realizzazione di rotatorie con progetti che vengono percepiti come ostili, pericolosi ed inappropriati. Per pedoni e ciclisti (ma anche per i motociclisti) questi tipi di incroci sono i punti più temuti della rete stradale. Diverse ricerche hanno dimostrato che il 25% del totale degli incidenti che avviene nelle rotatorie coinvolgono i ciclisti, nel 16% dei casi gli incidenti provocano feriti o morti e, tra gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, nel 68% dei casi i ciclisti subiscono collisioni circolando nell’anello (quindi in una zona con diritto di precedenza). Molto spesso il numero di incidenti per i ciclisti aumenta dopo la realizzazione della rotatoria, anche perché i ciclisti spesso “scompaiono” dalla vista dell’automobilista nell’angolo morto dell’autoveicolo.

Quali interventi possiamo portare nella nostra comunità per migliorare questi dati? Quali soluzioni sono da consigliarsi per rendere più sicura la strada non solo agli automobilisti, ma anche alle utenze più deboli? Costruire piste ciclabili in sede propria su strade a scorrimento veloce o ad alto volume di traffico sembra la soluzione migliore, ma la sicurezza reale e percepita di un percorso ciclabile è data da numerosi accorgimenti, i più importante sono il rispetto della visuale reciproca tra ciclista e automobilista (o pedone) e l’evidenza del diritto di precedenza che il percorso ciclabile assume in corrispondenza delle varie intersezioni: dal passo carraio poco frequentato alla strada laterale di grande traffico.

Le rotatorie a una sola corsia costituiscono il tipo di incrocio più sicuro per tutti gli utenti della strada (ciclisti compresi) su strade moderatamente trafficate, ma anche le rotatorie più grandi e con più corsie possono diventare “amiche dei ciclisti” aggiungendo piste separate per le biciclette, come è anche possibile modificare rotatorie strette già esistenti in modo da favorire le biciclette. L’importante è che l’introduzione di tutte queste rotatorie prenda in adeguata considerazione anche l’utenza più debole, e che sia uno dei punti di partenza per ragionare su un piano del traffico (o meglio ancora della mobilità) che coinvolga, attraverso un tavolo di lavoro condiviso, non soltanto tutte le amministrazioni del mandamento ma anche quelle associazioni come la nostra che fanno del miglioramento generale della qualità della vita nel nostro territorio (in questo caso attraverso l’adozione di nuovi stili di mobilità) la loro missione.

Auspichiamo pertanto che questo tavolo della mobilità possa presto venire alla luce, e che le esperienze e le necessità di tutti gli utenti della strada possano trovare voce in capitolo nelle future opere che saranno realizzate nel nostro territorio. 350 firme raccolte per la chiusura dell’incrocio di via S. Giorgio a Bistrigna (e la realizzazione di un’area pedonale con il cambio di viabilità dovuto alla realizzazione della rotatoria sulla SP19) aspettano una risposta.

Patrik Maggiore – Presidente FIAB Monfalcone BisiachINbici

BISIACHINBICI A.P.S.
Piazza della Libertà 35
Turriaco (GO)
bisiachinbici@gmail.com
www.bisiachinbici.it

Quanto potrebbe risparmiare il FVG andando in bici?

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Prevenire e meglio che curare e una delle forme di prevenzione più efficaci è la promozione di una regolare attività fisica. Promuovere l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani urbani garantisce quindi ottimi risultati in questa direzione. Per questa ragione, ad esempio, in città come Strasburgo¹ e  Boston²  i medici hanno iniziato a prescrivere delle ore di bicicletta come “medicina” per i loro pazienti.

Cosa da non sottovalutare è che ciò comporta un effetto collaterale per niente indesiderato: un maggior benessere ed il miglioramento delle condizioni generali di salute corrispondono a minori risorse da destinare alle spese sanitarie. Risorse che possono essere ridistribuire in altri settori (magari nel rendere le nostre città più a misura di bicicletta e pedone e avviando così un circolo virtuoso).

Il 26 marzo 2014 la Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 300.000 euro per promuovere l’acquisto di biciclette elettriche a pedalata assistita. Come Rete Mobilità Nuova FVG abbiamo proposto alla Regione di raccogliere tra le persone che beneficeranno del bonus le informazioni sui cambiamenti nelle abitudini di spostamento che intendono intraprendere. Quanta mobilità attiva in più effettueranno? Raccogliere questi dati potrà poi permette di stimare i vantaggi economici legati ad un incremento della mobilità in bicicletta attraverso lo strumento di calcolo, HEAT³ (Health economic assessment tool for walking and for cycling), realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e quindi valutare il ritorno economico in termini di risparmi sulla spesa sanitaria che il bonus bici porterà alle casse regionali.

La Rete Mobilità Nuova FVG auspica che questa azione venga attuata dalla Regione.

 

 

¹ www.ibikestrasbourg.com/2013/09/prescriptions-medicales-de-velo.html
² www.bostonglobe.com/metro/2014/03/27/new-program-will-allow-boston-medical-center-doctors-prescribe-bike-sharing-program/zjwfLfCEtAEGfWYxVn4CiN/story.html
³ www.euro.who.int/HEAT

 

CS contributo regionale alla mobilità ciclabile – 10 marzo 2014

La Rete Mobilità Nuova FVG auspica che il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia approvi con convinzione l’articolo della proposta di legge 36 riguardante il sostegno all’acquisto di biciclette elettriche a pedalata assistita. Ciò sarebbe un primo segnale di un maggiore impegno in direzione della mobilità nuova, che guarda prima di tutto al trasporto pubblico e alla mobilità pedonale e ciclabile, allo scopo di ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità dei centri urbani, favorire la socialità e l’accessibilità ai servizi, contrastare la sedentarietà e l’obesità (che nel mondo ormai uccidono più persone del fumo). Ma i benefici della mobilità ciclabile sono anche economici: gli studi dimostrano che quelli che derivano dall’uso della bici nei 27 paesi UE corrispondono alla cifra totale di 217 miliardi di euro, di cui il 50 % proviene dalla riduzione della mortalità e delle altre spese sanitarie, con un rapporto costi/benefici straordinario: 1 a 70. A livello locale, inoltre, ci sono le notevoli ricadute economiche del cicloturismo e anche una maggiore disponibilità dei ciclisti a utilizzare i negozi di quartiere, contribuendo anche così a rivitalizzare le aree urbane. Gli incentivi all’acquisto di bici a pedalata assistita sono ovviamente solo un intervento parziale, ma comunque utile ed efficace per avvicinare alla bici una nuova utenza e agevolare gli spostamenti quotidiani (casa-lavoro) su distanze più lunghe o percorsi in salita, aiutando anche chi non è più in una perfetta forma fisica.

La Rete Mobilità Nuova FVG è costituita dal Coordinamento FIAB FVG (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Legambiente FVG, ACP FVG (associazione culturale pediatri), ISDE FVG (medici per l’ambiente), WWF FVG, U.N.I.Vo.C. FVG (unione nazionale volontari pro ciechi), AIFVS FVG (associazione italiana familiari e vittime della strada) e UISP FVG (Unione Italiana Sport Per tutti).

Trieste, 10.3.2014

CS Incontro con i Consiglieri regionali 7 febbraio 2014 – Mobilità Nuova FVG

Venerdì 7 febbraio presso la Sala del Consiglio regionale a Trieste, una delegazione delle associazioni della Rete Mobilità Nuova FVG ha incontrato i consiglieri regionali Bianchi, Boem, Del Zovo, Frattolin, Gratton, Lauri, Paviotti e Ukmar, firmatari dell’ordine del giorno “politiche per la mobilità sostenibile ed ECO BONUS per l’acquisto di biciclette e di bici a pedalata assistita” accolto nella seduta consiliare del 13 dicembre 2013.
Si tratta di un importante risultato della Campagna “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone” alla quale hanno aderito oltre 1700 cittadini via internet (www.mobilitanuovafvg.it), e che ha portato al coinvolgimento diretto della presidente Serracchiani e di cinque consiglieri, tra i quali alcuni presenti all’incontro odierno; la Campagna è stata inoltre inserita fra le iniziative per la mobilità urbana riconosciute dalla Commissione Europea.
 
I rappresentanti della Rete hanno sottolineato che la Mobilità Nuova (cioè dare la precedenza alla mobilità a piedi, in bici e con il trasporto pubblico) non solo è necessaria per ridurre l’inquinamento ambientale, ma anche per garantire il diritto alla mobilità, la qualità degli spazi pubblici, la rivitalizzazione degli spazi urbani, interessando quindi anche l’aspetto economico, la promozione della mobilità attiva, la riduzione dei costi sanitari (riduzione del numero e della gravità degli incidenti, riduzione delle patologie non trasmissibili- asma e broncopneumopatie, patologie cardiovascolari, obesità ecc.) e la sicurezza sociale.

Per la Rete Mobilità Nuova FVG la priorità sta nella realizzazione di zone 30 nelle aree urbane, per ridurre la velocità dei veicoli e la gravità degli incidenti, e incoraggiare allo stesso tempo la mobilità non motorizzata. In particolare è indispensabile che la Regione rifinanzi la messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola, favorisca i pedibus / bicibus e introduca degli incentivi per i Comuni, in modo che questi possano ridurre la quota degli spostamenti motorizzati a favore degli spostamenti a piedi, in bici e col trasporto pubblico. Riprendendo i temi già discussi nel recente incontro tra le associazioni e l’assessore Santoro del 13 gennaio 2014, è stata proposta l’adozione da parte della Regione di Linee guida per le zone 30, indirizzate ai Comuni. In vista della prossima gara regionale per il Trasporto Pubblico Locale, è stato richiesto il coinvolgimento delle associazioni nella fase di stesura del bando e nelle fasi di verifica post-gara.

La Rete propone inoltre ai consiglieri di produrre una nuova legge regionale sulla mobilità ciclabile, che – rispetto alla legge attuale – dia alla Regione un ruolo più forte di pianificazione e promozione, in favore sia degli spostamenti quotidiani che di una rete di ciclovie di interesse turistico, ben segnalate, sfruttando anche sedimi poco trafficati, e che comprenda la rete ciclabile ReCIR FVG, realizzata negli anni 2005 – 2006, al momento completata solo parzialmente.

Un altro tema discusso tra rappresentanti della Rete e consiglieri regionali è stata la proposta di concedere incentivi all’acquisto di bici elettriche (a pedalata assistita) per estendere l’uso della bici.
 
I consiglieri regionali presenti hanno espresso interesse e apprezzamento per le proposte della Rete, riservandosi di approfondire in commissione le soluzioni possibili. E’ stato rilevato da tutti che in questo momento di crisi economica e sociale si possono ottenere grandi miglioramenti anche con interventi a basso costo (mobilità pedonale e ciclabile), dando la priorità alle esigenze di quel 98% di cittadini che si muove ogni giorno per lavoro o studio, ricordando sempre che interventi anche modesti per la Mobilità Nuova possono risultare economicamente competitivi rispetto ad altre tipologie d’azione in ambito sanitario, risultando ridotti la quantità e la gravità dei traumi, la mortalità, ma anche le malattie respiratorie e cardiache, le allergie, i disturbi da rumore – in breve i costi esterni della mobilità motorizzata – e i problemi legati alla scarsa mobilità ed autonomia dei bambini e degli anziani.

La Rete Mobilità Nuova FVG è costituita dal Coordinamento FIAB FVG (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Legambiente FVG, ACP FVG (associazione culturale pediatri), ISDE FVG (medici per l’ambiente), WWF FVG, U.N.I.Vo.C. FVG (unione nazionale volontari pro ciechi), AIFVS FVG (associazione italiana familiari e vittime della strada) e UISP FVG (Unione Italiana Sport Per tutti).

Incontro con Assessore Santoro 13 gennaio 2014

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Lunedì 13 gennaio abbiamo avuto un positivo incontro con l’assessore regionale Mariagrazia Santoro (mobilità, pianificazione territoriale, lavori pubblici). E’ stato un primo incontro nel quale abbiamo presentato il documento di impegni sottoscritto dalla Presidente della regione Debora Serracchiani e le firme dei cittadini a sostegno della campagna, oltre ad un riepilogo degli impegni che riteniamo prioritari e di competenza dell’assessorato.

20140113182642007_2santoroFiab13gen14Nell’incontro l’assessore Santoro ha seguito con molto interesse i temi esposti ed ha confermato alcune linee di indirizzo ed azioni già intraprese su TPL e sicurezza stradale, come riportato anche nel comunicato della regione FVG disponibile a questo linkA questo incontro ne seguiranno ulteriori altri; a breve è già previsto l’incontro con l’Assessore al Turismo.

 

 

Alla Regione FVG: meglio bici elettriche e trasporto pubblico! – Comunicato Stampa

rottami_autoIl consiglio regionale venerdì 22/11/13 ha votato un provvedimento che destina 3.000.000 di euro per un “eco” bonus di mille euro a 3.000 cittadini che nei prossimi mesi cambieranno auto acquistandone una euro 5 o 6. Il provvedimento è passato senza nessun voto contrario, mettendo d’accordo maggioranza e opposizione.

Un ritorno al passato riesumando scelte sulla mobilità vecchie di vent’anni e che nulla hanno a che vedere con le politiche più innovative che tendono a promuovere sempre più i mezzi di mobilità alternativi all’auto privata.

Il bonus auto approvato dalla Regione avrebbe, secondo chi l’ha votato, finalità ecologiche: “la misura è a costo zero per la Regione perché tutto il denaro viene recuperato dal gettito IVA; inoltre rinnovando il parco macchine si riducono le emissioni in atmosfera e per questi due motivi abbiamo votato a favore” ha affermato il consigliere Giulio Lauri.

Se da un lato è vero che le nuove auto sono sempre meno inquinanti, ciò non è sufficiente per poter affermare che il bonus di 1000 euro è “ecologico”. Oltre a prendere in considerazione la riduzione delle emissioni, bisogna valutare anche l’impatto dell’intero processo di rottamazione dell’auto vecchia e di produzione di quella nuova ed i relativi costi ambientali. Purtroppo esistono solo studi che effettuano una comparazione esclusivamente delle emissioni vecchio vs nuovo veicolo, ma nessuno studio recente contempla i costi ambientali della produzione di una nuova auto e dello smaltimento di quella vecchia. Se consideriamo l’intero ciclo di vita di un’automobile, è quindi possibile che finisca per essere meno dannoso per l’ambiente tenersi la propria vecchia auto, anziché sostituirla con una nuova.

Ben diverso sarebbe stato se si fosse destinata la stessa cifra ad un bonus di 300 euro per l’acquisto di una bici a pedalata assistita, come fa la Regione Emilia Romagna. Un siffatto provvedimento avrebbe comportato la presenza di 10.000 biciclette in più che nelle città della nostra regione, con un impatto ecologico significativo positivo e certo. Inoltre un provvedimento come questo, promuovendo la mobilità attiva, sarebbe stato uno strumento di prevenzione primaria e perciò avrebbe avuto anche delle ricadute positive sulla riduzione della spesa sanitaria.

Per questo proponiamo che, nel quadro degli impegni nazionali e regionali per la mobilità elettrica nella prossima finanziaria regionale si preveda di destinare un primo contributo di 300.000 euro per l’incentivazione all’acquisto di biciclette a pedalata assistita nel 2014.

E’ inoltre opportuno sottolineare che il tema della mobilità non ha a che vedere solo con la questione ecologica relativa alle emissioni inquinanti, ma è un tema centrale che tocca la democrazia stessa attraverso il diritto alla mobilità, l’accessibilità ai servizi, l’inclusione, la socialità, la costruzione e il futuro delle nostre città e la qualità dello spazio pubblico.

Ci rivolgiamo in particolare alla Presidente Serracchiani e ai 5 consiglieri regionali (Lauri, Ukmar, Boem, Paviotti, Frattolin) che in campagna elettorale avevano sottoscritto la “Campagna Mobilità Nuova FVG” (http://www.mobilitanuovafvg.it/) promossa da FIAB, Legambiente, ACP, ISDE, WWF, U.N.I.Vo.C. e AIFVS e in questo modo si erano impegnati a promuovere una visione nuova della mobilità nel Friuli Venezia Giulia, che mettesse al centro delle scelte della Regione la promozione della ciclabilità, della pedonalità, del trasporto pubblico locale, della mobilità ferroviaria e dell’uso occasionale dell’auto (car sharing, car pooling).

La mobilità vecchia sposta le persone per muovere i soldi.

La Mobilità Nuova sposta i soldi per muovere le persone.

CS terminate le adesioni a campagna “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone”

Oggi venerdì 19 aprile si è chiusa ufficialmente la raccolta delle adesioni da parte dei candidati su temi della campagna ““Mobilità Nuova FVG: al centro le persone” lanciata in vista delle elezioni regionali 2013.

 

Le associazioni promotrici della campagna ricordano ancora una volta quanto siano necessari profondi cambiamenti nelle scelte e nelle politiche riguardanti la mobilità quotidiana delle persone, sia in Regione Friuli Venezia Giulia che in Italia.

La petizione nella sua versione on-line (www.change.org/mobifvg)  e su carta ha raccolto più di  2000 adesioni di cittadini che chiedono ai candidati un cambiamento a favore di una Mobilità Nuova: un forte incremento della mobilità collettiva, pedonale e in bicicletta, per un recupero di salute e socialità, nella convinzione che l’attuale modello di mobilità presenti limiti forti e ricadute negative sulla nostra qualità della vita.

Ben 51 candidati hanno raccolto il nostro appello e hanno pubblicamente dichiarato quali impegni intendono assumersi. Fra questi vi sono tre candidati alla carica di presidente: Bandelli, Galluccio e Serracchiani con l’unica negativa eccezione di Renzo Tondo, governatore uscente al quale sembra non essere interessati i temi della mobilità nuova.

Tra i candidati consiglieri aderenti spicca l’adesione della lista M5S che con 16 candidati è la forza politica che ha maggiormente prestato attenzione alla campagna. Segue a ruota SEL con 12 candidati. Hanno poi aderito  candidati di  PD (8), Cittadini per Debora Serracchiani (7)  Lega Nord (2)  IDV(2) e Altra regione (1).

Spiace molto per la quasi totale assenza (a parte due candidati della Lega Nord) del centrodestra che ha del tutto ignorato la campagna nonostante i ripetuti inviti fatti a molti candidati. Sarebbe stato e sarà auspicabile che su temi di buon senso quali la promozione della sicurezza sulle strade, di stili di vita sani, del turismo sostenibile e della mobilità nuova si trovino delle convergenze trasversali. Ricordiamo a tutti che la campagna non termina qui ma entra in una nuova fase. Appena noto il risultato elettorale e la composizione del nuovo consiglio le associazioni proponenti avranno cura di contattare chi tra i 51 candidati sarà stato eletto per ricordare loro quanto si sono impegnati a fare ed iniziare congiuntamente un percorso per la realizzazione degli impegni presi.

Vorremmo anche continuare il dialogo con i  candidati non eletti e con tutte le forze politiche che hanno a cuore un modello di mobilità che metta al centro della progettazione delle infrastrutture del nostro paese non più la circolazione delle auto, ma i bisogni delle persone e quindi destinando maggiori risorse per gli spostamenti a piedi e in bici, per il trasporto pubblico locale e per il trasporto ferroviario regionale.

Ricordiamo infine che il 4 maggio a Milano si terrà la manifestazione nazionale indetta dalla Rete per la Mobilità Nuova (che aggrega più di 120 associazioni). E’ all’interno di questa iniziativa che la nostra campagna regionale si è mossa e si muoverà  per promuovere sempre più la mobilita nuova. Maggiori info sulla rete e sulla manifestazione su http://www.mobilitanuova.it/

Le associazioni promotrici della campagna:

FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Legambiente, ISDE – associazione italiana medici per l’ambiente, ACP -Associazione Culturale Pediatri, WWF, U.N.I.Vo.C. – Unione Nazionale Volontari pro Ciechi e AIFVS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.

Comunicato stampa campagna “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone”

Sintesi della conferenza stampa sulla campagna “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone” – sabato 13 aprile, ore 11.30, Caffè San Marco, via Battisti 18, Trieste

IMG607Le associazioni promotrici della campagna “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone”, che sono la FIAB – Federazione Italiana Amici della BiciclettaLegambienteISDE – Associazione Italiana Medici per l’AmbienteACP – Associazione Culturale PediatriWWFU.N.I.Vo.C. – Unione Nazionale Volontari pro Ciechi e AIFVS  – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, ritengono che siano necessari profondi cambiamenti nelle scelte e nelle politiche riguardanti la mobilità quotidiana delle persone, sia in Regione Friuli Venezia Giulia che in Italia.

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