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Comunicato stampa – La campagna “Mobilità Nuova: al centro le persone” entra nella nuova fase: le richieste ai candidati

Riorganizzare la mobilità all’interno delle città, e non solo, mettendo al centro non i veicoli, ma il benessere delle persone.

In vista delle prossime elezioni regionali, le associazioni promotrici della petizione on-line “Mobilità Nuova FVG: al centro le persone” (www.change.org/mobifvg) annunciano a tutti i candidati alle elezioni regionali e alla stampa la nuova fase della campagna durante la quale viene chiesto ai candidati Presidenti e Consiglieri di esprimersi sui punti della petizione.

La prima fase della campagna, lanciata lo scorso mese di marzo con la petizione on-line,sulla piattaforma Change.org, ha già raccolto oltre 1.300 adesioni.

L’obiettivo della campagna “Mobilità Nuova FVG” e della petizione è chiedere ai candidati un cambiamento a favore di una Mobilità Nuova: un forte incremento della mobilità collettivapedonale e in bicicletta; per un recupero di salute socialità, nella convinzione che l’attuale modello di mobilità presenti limiti forti e ricadute negative sulla nostra qualità della vita.

Sul sito www.mobilitanuovafvg.it ciascun candidato potrà sottoscrivere alcune o tutte le proposte concretamente realizzabili sui temi della campagna: Sicurezza sulle strade, Trasporto Pubblico, Mobilità urbana, Turismo sostenibile, Pedonalità, Ciclabilità e Promozione del trasporto collettivo.

La campagna “Mobiità Nuova FVG: al centro le persone” è stata inserita fra le campagne per la mobilità urbana riconosciute dalla Commissione Europea e in fase di pubblicazione sul sito dotherightmix.eu

Elenco associazioni promotrici: FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Legambiente, ISDE – associazione italiana medici per l’ambiente, ACP -Associazione Culturale Pediatri, WWF, U.N.I.Vo.C. – Unione Nazionale Volontari pro Ciechi e AIFVS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada

I bambini mobilitano la città

E’ il titolo del convegno appena concluso a Roma che, a proposito della percezione del pericolo ed alla paura degli adulti che limitano la mobilità autonoma dei bambini, suggerisce un ribaltamento di prospettiva:
Se le città sono più invivibili e sicure è perché I bambini, per strada, non ci sono più.
Durante il convegno sono stati presentati i risultati della ricerca sulla “mobilità autonoma dei bambini in Italia” condotta dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – CNR.

Sabato 16 marzo la pedalata per la sicurezza delle strade guadagna la prima pagine del Messaggero Veneto

Le bici bloccano il traffico «Basta morti sulle strade»  Una cinquantina i partecipanti all’iniziativa organizzata da “Mobicittà” «Macchine vietate in tutto il centro storico e zone 30 km all’ora nei quartieri»

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La pedalata per la sicurezza ferma il traffico in città. Una sfilata lenta, quasi a passo d’uomo, quella della cinquantina di ciclisti che ieri sera ha alzato la voce per dire basta alle morti in strada. Perché soltanto in febbraio sono state addirittura 5 le vittime di incidenti in Friuli. Nel ricordo di quelle persone, la protesta cresciuta al ritmo di campanelli e fischietti ha attraversato la città da piazzale Chiavris, fino in piazza Primo Maggio e poi, attraverso via del Gelso e via Marco Volpe, piazzale Osoppo per rientrare al parco Brun di viale Vat. Nel corteo organizzato da Mobicittà, realtà che mette insieme Wwf, Legambiente, Alpi l’associazione Allergie e pneumopatie infantili, Meetup Beppe Grillo, AbicitUdine-Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta, c’erano persone di tutte le età: pensionati, ma anche bambini accompagnati dai genitori e ragazzi.

«I ciclisti sono in pericolo ogni giorno – spiega Elisabetta Rosso, presidente dell’associazione Fiab Abicitudine – ecco perché chiediamo la chiusura totale alle auto del centro storico e l’istituzione di zone a 30 chilometri orari nei centri residenziali». In Friuli Venezia Giulia le strade fanno decine di morti l’anno: 84 nel 2011 di cui 11 pedoni. E sono migliaia i feriti, secondo l’Istat almeno 5mila nel 2011. «La politica ha il dovere di fare scelte che tutelino ciclisti e pedoni nell’interesse della collettività – continua Rosso –, mentre gli utenti della strada devono essere messi di fronte alle proprie responsabilità: velocità oltre i limiti, distrazione, guida in stato d’ebbrezza, auto lasciate in divieto, non sono piccole trasgressioni che può commettere chiunque, ma veri e propri pericoli mortali che possono distruggere la vita delle persone». Le colpe però non sono tutte degli automobilisti. «Manca un adeguato senso civico», lamenta Mattia Battaioli, responsabile del gruppo giovani di Legambiente Udine. D’accordo anche l’assessore comunale alla Mobilità Enrico Pizza, che ha partecipato alla manifestazione insieme con l’omologo alla Qualità della città, Lorenzo Croattini. «Dobbiamo essere obiettivi e assegnare a ciascuno le proprie colpe – dice Pizza –: i ciclisti devono rispettare il codice della strada esattamente come gli automobilisti». Scegliere la bicicletta, significa anche contribuire alla salute propria e degli altri. «Dobbiamo riuscire a coinvolgere i bambini, perché una vita in bicicletta è una vita attiva, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale», sostiene Mario Canciani, pediatra e presidente dell’Alpi. Si calcola che diminuendo il traffico veicolare del 30%, gli inquinanti calano della metà. «In questi anni, soprattutto per la presenza di polveri sottili, stiamo osservando la crescita costante delle patologie respiratorie e allergiche – aggiunge Canciani – perché le Pm10 entrano nelle cellule in modo direttamente proporzionale alla velocità del metabolismo».

Michela Zanutto

fonte: http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/03/16/news/le-bici-bloccano-il-traffico-basta-morti-sulle-strade-1.6714161