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Per una visione condivisa della mobilità – CS BisiachINbici

Come appreso dalle pagine de Il Piccolo, partiranno a breve i lavori di costruzione della nuova rotatoria sulla SR 14 a Pieris. Fiduciosi che tale intervento porti ad un miglioramento della circolazione, inteso come scorrevolezza ma soprattutto come sicurezza, viene spontaneo e naturale chiedersi in che modo questo e altri simili interventi in progettazione a breve (prossime rotonde previste a Monfalcone sulla SR 14, a Staranzano sulla SP 19 e a Ronchi sulla SR 305) influenzeranno i comportamenti della mobilità più debole, pedoni e ciclisti.

Senza entrare nel merito della progettazione, è abbastanza ovvio che se non concepite con grande attenzione agli attraversamenti pedonali e ciclabili, le rotonde rischiano di dimostrarsi più pericolose dell’attraversamento semaforico per l’utenza debole. Appare anche banale ricordare che le rotatorie, come il resto delle infrastrutture stradali, devono permettere la mobilità in sicurezza a tutti gli utenti della strada indipendentemente dal veicolo utilizzato. In particolare rappresentano una condizione delicata per la sicurezza dei ciclisti, anche per il fatto che generalmente gli automobilisti rifiutano di dover dare loro la precedenza.

La maggioranza degli incidenti che coinvolgono i ciclisti (oltre il 75% ) avviene alle intersezioni. Il carattere di molte delle nostre città è stato alterato dalla realizzazione di rotatorie con progetti che vengono percepiti come ostili, pericolosi ed inappropriati. Per pedoni e ciclisti (ma anche per i motociclisti) questi tipi di incroci sono i punti più temuti della rete stradale. Diverse ricerche hanno dimostrato che il 25% del totale degli incidenti che avviene nelle rotatorie coinvolgono i ciclisti, nel 16% dei casi gli incidenti provocano feriti o morti e, tra gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, nel 68% dei casi i ciclisti subiscono collisioni circolando nell’anello (quindi in una zona con diritto di precedenza). Molto spesso il numero di incidenti per i ciclisti aumenta dopo la realizzazione della rotatoria, anche perché i ciclisti spesso “scompaiono” dalla vista dell’automobilista nell’angolo morto dell’autoveicolo.

Quali interventi possiamo portare nella nostra comunità per migliorare questi dati? Quali soluzioni sono da consigliarsi per rendere più sicura la strada non solo agli automobilisti, ma anche alle utenze più deboli? Costruire piste ciclabili in sede propria su strade a scorrimento veloce o ad alto volume di traffico sembra la soluzione migliore, ma la sicurezza reale e percepita di un percorso ciclabile è data da numerosi accorgimenti, i più importante sono il rispetto della visuale reciproca tra ciclista e automobilista (o pedone) e l’evidenza del diritto di precedenza che il percorso ciclabile assume in corrispondenza delle varie intersezioni: dal passo carraio poco frequentato alla strada laterale di grande traffico.

Le rotatorie a una sola corsia costituiscono il tipo di incrocio più sicuro per tutti gli utenti della strada (ciclisti compresi) su strade moderatamente trafficate, ma anche le rotatorie più grandi e con più corsie possono diventare “amiche dei ciclisti” aggiungendo piste separate per le biciclette, come è anche possibile modificare rotatorie strette già esistenti in modo da favorire le biciclette. L’importante è che l’introduzione di tutte queste rotatorie prenda in adeguata considerazione anche l’utenza più debole, e che sia uno dei punti di partenza per ragionare su un piano del traffico (o meglio ancora della mobilità) che coinvolga, attraverso un tavolo di lavoro condiviso, non soltanto tutte le amministrazioni del mandamento ma anche quelle associazioni come la nostra che fanno del miglioramento generale della qualità della vita nel nostro territorio (in questo caso attraverso l’adozione di nuovi stili di mobilità) la loro missione.

Auspichiamo pertanto che questo tavolo della mobilità possa presto venire alla luce, e che le esperienze e le necessità di tutti gli utenti della strada possano trovare voce in capitolo nelle future opere che saranno realizzate nel nostro territorio. 350 firme raccolte per la chiusura dell’incrocio di via S. Giorgio a Bistrigna (e la realizzazione di un’area pedonale con il cambio di viabilità dovuto alla realizzazione della rotatoria sulla SP19) aspettano una risposta.

Patrik Maggiore – Presidente FIAB Monfalcone BisiachINbici

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